VI DARO’ RIPOSO | World Challenge

VI DARO’ RIPOSO

David Wilkerson (1931-2011)October 19, 2020

La cura di Dio contro la paura, il senso di colpa e di condanna.

Dio ha promesso al suo popolo un riposo glorioso e incomprensibile, pace e sicurezza per l’anima. Quando il Signore offrì questo meraviglioso riposo ai figli d’Israele, intendeva dare loro una vita piena di gioia e di vittoria, priva di paura, di senso di colpa o di condanna. Lo stesso riposo è disponibile per ogni persona di ogni generazione.

Fino all’epoca di Cristo, tuttavia, nessuna generazione di credenti aveva mai camminato pienamente in questa promessa di riposo benedetto. Come dice chiaramente la Bibbia, questi credenti non ottennero il riposo a causa della loro incredulità. “Non vi poterono entrare a causa della loro incredulità” (Ebrei 3:19).

Per la sua incredulità, il popolo di Dio visse una vita di miseria, di dubbi e di mancanza di riposo, dal periodo dei re e dei profeti fino alla generazione di Davide e oltre. Non reclamò, non abbracciò e non godette di questa vita gloriosa. “Rimane dunque un riposo sabatico per il popolo di Dio“(Ebrei 4:9).

Lo stesso passo tratto da Ebrei ci dice: “Alcuni devono entrarci” (Ebrei 4:6). Questo è inteso per i Cristiani di oggi e ci mette in guardia, “La promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida e nessuno di voi deve pensare di esserne escluso” (Ebrei 4:1).

Migliaia di persone chiedono di essere riempite dello Spirito di Dio, ma sono ancora prive di riposo e oppresse da sensi di colpa, senza alcuna sicurezza in Cristo

Finché i Cristiani in lotta avranno fiducia negli amici e crederanno che tutte le cose siano positive, potranno parlare con fiducia del cammino nella vittoria. Poi, quando il nemico soffierà i suoi feroci venti di prova su di loro, saranno spinti e tirati, gettati a terra privi di forze per resistere. Cadranno in disparte, spazzati via dalle avversità.      

Cristo ci dice: “Non tentare di camminare con me fino a quando la tua anima non sarà a riposo”. “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre, poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Matteo 11:28-30).

Credo che la chiave per noi risieda nella frase di Gesù: “Imparate da me”. Ci sta dicendo: “Una volta imparato che cosa ho fatto per voi sulla croce, la vostra anima sarà a riposo. Poi potrete prendere su di voi il mio giogo e il mio peso, che sono leggeri e dolci”.

Come possiamo imparare da lui, in modo da poter entrare nel suo riposo? Il modo migliore è conoscere la teoria biblica di giustificazione per fede. Questa verità mette fine a tutti gli attacchi d’insicurezza.

La nostra giustificazione include due punti. Primo, l’opera di Cristo sulla croce consegue per noi il perdono di tutti i peccati, ripulendoci da ogni colpa e iniquità. Secondo, siamo accettati da Dio come giusti attraverso la fede in Cristo. Questo significa che Dio ci accetta non in virtù delle nostre opere o buone azioni, ma per il merito dovuto a ciò che Gesù fece sulla croce. “Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica” (Romani 8:33).

Tuttavia, quando pecchiamo, siamo accusati da due potenti forze. La prima è rappresentata da Satana, che la Bibbia chiama “l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio” (Apocalisse 12:10). Il diavolo sta di fronte al Padre celeste, accusandoci di ogni nuovo fallimento e dicendo: “Dio, se sei santo, farai qualcosa in merito a questo. Devi condannarlo allo stesso inferno al quale hai destinato me, per la dannazione, a causa del mio orgoglio”.

La seconda potente forza che ci accusa è la nostra stessa coscienza: “La loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda” (Romani 2:15). Stiamo davanti a Dio con il capo chino perché la nostra coscienza dice: “Sono responsabile di fronte a Dio”.

Dio non nega la nostra colpevolezza, perché non può mentire. Non ci vede mai innocenti, siamo semplicemente colpevoli ai suoi occhi, catturati nella rete del peccato. La nostra giustificazione non ha proprio nulla a che vedere con l’essere innocenti. Quando veniamo perdonati da Dio, in virtù della croce, siamo responsabili come trasgressori della legge. Egli non ci scagiona mai ma, invece, ci perdona, perdona i nostri peccati solo per grazia e misericordia.

“Io, io, sono colui che per amor di me stesso cancello le tue trasgressioni e non mi ricorderò più dei tuoi peccati” (Isaia 43:25). “Ti sei gettato dietro alle spalle tutti i miei peccati” (Isaia 38:17). “Getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati” (Michea 7:19).

Il perdono che ci accorda Dio è del tutto immeritato

A causa dei nostri peccati meritiamo giudizio e dannazione. Ma giunge il nostro avvocato, il nostro difensore, stendendo le sue mani trafitte dai chiodi verso la corte.

Egli sorride e ci sussurra: “Non temere, perché nessuna di queste accuse reggerà. Uscirai da quest’aula di tribunale libero e completamente perdonato. Quando avrò terminato, il tuo accusatore non avrà più accuse contro di te”.

Ma resta da definire la questione della  giustizia. Che dire delle vere accuse contro di noi?

Ascoltiamo meravigliati il nostro avvocato perorare la nostra causa. “Giudice, lei sa che adempii la legge vivendo una vita senza peccato. Poi presi il posto di questa persona, accollandomi tutte le punizioni per i crimini che aveva commesso. Da queste mani trafitte dai chiodi e dal mio costato ferito sgorgò il sangue che cancellò tutte le sue trasgressioni. Tutte le accuse e le imputazioni udite oggi furono messe sul mio dorso. Io ho pagato la penalità per ognuna di esse”.

“Satana, accusatore, non hai alcuna accusa da fare al mio cliente. Tutti i suoi peccati sono stati posti su di me e io li ho perdonati. Non è colpevole, perché la sua fede nella vittoria del mio sacrificio lo perdona completamente. Non c’è causa contro di lui. Il mio cliente è libero”.

Mentre il diavolo se la squaglia dal tribunale di Dio, si può udire il Signore benedetto levare al cielo queste parole: “Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica” (Romani 8:33).

La seconda parte della nostra giustificazione consiste nell’accettazione degli amati da Dio

“Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio” (1 Corinzi 6:11). Le persone alle quali scrive Paolo in questa lettera furono salvate dall’orrendo peccato. Come divennero giuste di fronte a Dio? Che cosa accadde che li trasformò da persone malvagie a persone amorevolmente e pienamente accettate dal Signore?

La seconda parte della nostra giustificazione lo chiarisce. Salendo sulla croce, Gesù crocifisse il “vecchio uomo”. Ora il vecchio uomo carnale è stato spazzato via agli occhi di Dio. C’è rimasto solo un uomo, quello con cui Dio ha relazione ed è il suo stesso Figlio.

Quando Gesù terminò la sua opera sulla terra e si posizionò alla destra del Padre, Dio disse: “D’ora in poi riconosco solo uno come giustizia. Chiunque viene a me, deve venire attraverso di lui, mio Figlio. Chiunque vuole essere giusto deve accettare la sua giustizia e nessun’altra”. Siamo accettati agli occhi di Dio solo tramite la fede in Cristo e nella sua opera. “A lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio” (Efesini 1:6).

Vedi come sia importante dimorare in Gesù, correre presto a lui quando sbagliamo? Devi imparare a correre a lui, gridando: “Gesù, ho mancato nei tuoi confronti. Non so come uscirne. Per quanto faccia non potrò essere giustificato dal Padre se non vado a lui in te. La mia sola difesa è il tuo sangue”.

La sola cosa di cui ci possiamo vantare è Gesù e la sua grande opera per noi

“Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; affinché com’è scritto: ‘Chi si vanta, si vanti nel Signore’”. (1 Corinzi 1:30-31).

La giustificazione per fede è la cosa più umiliante del mondo. E’ difficile vedere che Dio non accetta la nostra carne, che dobbiamo mettere da parte i nostri costanti sforzi e riposare nell’obbedienza a Gesù. Dobbiamo veramente dipendere completamente da Cristo per poter obbedire.

Il nostro vecchio uomo è morto e l’uomo nuovo in noi è Gesù. Quando mettiamo la nostra fede in lui, Dio ci accetta pienamente. Ci considera giusti, nascosti nel seno del suo amato Figlio. Pertanto, quando pecchi o sbagli, corri velocemente dal tuo avvocato, dal tuo difensore. Confessa a lui le tue mancanza e riposa nella sua giustizia.

Quando realizzerai ciò che Gesù ha compiuto sulla croce, odierai più che mai il peccato. Inizierai ad ubbidire a Dio, a pregarlo e a desiderarlo con gioia perché ti ha messo al sicuro sulla solida roccia della sua grazia. Poi potrai dire: “Chi mi può accusare ora? Cristo mi ha giustificato. Riposo in lui grazie alla mia giustificazione”.

“Se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto” (1 Giovanni 2:1). Hai un difensore, corri a lui ora. Lascia che perori la tua causa ed entra nel suo riposo tramite la fede nella sua meravigliosa opera compiuta per te. 

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